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venerdì 25 ottobre 2013

Da una lettera impolverata…

Cosa avrebbe scritto uno dei primi turisti del Garda catapultato nel tempo e arrivato ai giorni nostri? Famosi per i loro racconti i grandtouristi che provenivano da nord, erano soliti regalare racconti di cronaca, abbellendoli con il loro stile di narrazione e di descrizioni. Proviamo ad immaginare un breve tratto dei loro racconti:

Oggi, 25 ottobre 2013, il lago regala una temperatura di 20 gradi e raggi di sole che invogliano ad una salutare passeggiata sul lungolago di Brenzone. La gente è ritornata all’attività produttiva dopo le vacanze estive e la pace e la tranquillità della natura, rende Brenzone così fantastica. Pensare che nella mia terra natale ora già il mantello dell’inverno copre di bianco i paesaggi.

L’aria è pulita e il lago cristallino lascia intravedere le specie di pesci che vivono in un clima perfetto. Ieri sera ho potuto apprezzare la loro bontà, davanti ad un bicchiere di buon vino presso la mia dimora lacustre. La locanda si presenta in stile veneziano e l’ambiente è dei più eleganti. Un pianoforte suonava mentre dalle mie stanze riuscivo a vedere la luna, addormentarsi sulle acque del lago.

Da qui, io non me ne vorrei più andare, Brenzone è magnifica, manchi solo tu!



martedì 1 ottobre 2013

Il paradiso di Dante

Suso in Italia bella giace un laco,

a piè de l’Alpe che serra Lamagna

sovra Tiralli, c’ha nome Benaco.

Questa terzina contenuta nel XX canto dell’inferno indica il Lago di Garda al centro della nascita della città di Mantova per come la vediamo noi oggi. Virgilio spiega a Dante nel suo viaggio l’origine della città lombarda e continua la descrizione della zona del lago, per Peschiera fino a Verona, cominciata dal sommo poeta nel canto XII dove con estrema cura racconta i paesaggi in riva all’Adige, specialmente per i territori di Rovereto e Marco.
Come Dante, molti letterati han fatto tappa sul Garda durante i loro Grandtour ed il profilo culturale che da questo è derivato, lascia ai giorni nostri un patrimonio dall’immenso valore. Ogni racconto ci fa capire la bellezza di questi luoghi e dei panorami che ispirano sentimenti vicini all’arte, alla musica, alla scrittura. Ogni tanto guardando i tramonti di settembre ci viene da chiederci se anche nel nostro albergo, in stile veneziano con la sua storia, qualche poeta abbia composto versi o qualche pittore abbia posto su tela il suo dipinto.


venerdì 17 maggio 2013

Brenzone, una terra un passato


Una storia millenaria raccontata in ogni sua epoca da testimonianze di civiltà tra loro così differenti

Nella sede del comune di Brenzone si ha la più antica testimonianza di come già circa 4.500 anni fa l’uomo viveva queste terre ricche di risorse naturali per consentirgli una prospera esistenza.  Da quel periodo storico ad oggi si sono alternate differenti popolazioni e il paese ha visto cambiare la sua politica infinite volte, senza però mai togliere quel valore naturale e paesaggistico che oggi la contraddistingue.

All’inizio furono i Brenni da cui il nome Brenzone deriverebbe, poi i Romani, le signorie e dinastie venete e infine la Repubblica di Venezia. Sotto le ali del leone di San Marco nascevano le prime famiglie terriere, tra cui i conti di Brenzone dal Lion, che lasciarono il loro marchio nello stemma comunale.

Un assaggio  dell’alternarsi delle differenti epoche storiche su tutto il territorio comunale. La pietra di Castelletto, la Villa Romana, le chiese medioevali, il museo etnografico, oppure semplicemente rivivere il passato tra gli ulivi secolari del percorso che porta fino alla frazione di Campo.